Sì, dev'essere qualcosa di simile al dolore che l'onda appassionata prova nell'infrangersi contro la dura e indifferente roccia di una scogliera. La miserabile algebra umana. Dà sempre lo stesso risultato. Immancabilmente. Niente equazioni indefinite, o soluzione diversa delle impossibili equazioni di campo. Mai un piccolo errore di calcolo, una follia improvvisa, uno scarto d'ali, una parola di vita che sfugga dalle righe perfettamente tracciate del registro contabile (copertina di plastica). Mai una singola lettera, un'impercettibile sbavatura di anima, che vada oltre quei maledetti margini - sbarre carcerarie - rossi del nostro sangue.
Alle volte, per riuscire a giustificarlo, mi piace immaginare Dio come un amante appassionato e sfortunato, capace di un amore fedele, immutabile come roccia, forte, che non viene ricambiato dall'uomo. E solo per questo, per il dolore di essere immancabilmente respinto, come per un assurdo teorema, rimane lontano da lui, si cela nell'ombra, in silenzio.
E tuttavia non può essere veramente assente, il suo amore non gli permette di distaccarsi da lui, e allora lo osserva da lontano, come fa una stella, la sua nostalgia ricerca il suo volto in quello di tutti gli uomini che incontra per strada, pronto a ritornare, in caso quegli cambiasse idea...mentre l'uomo, che non sa, ride cinicamente della caducità dell'amore, afferma che nulla esiste e ignora finanche la sua esistenza....
La forza che compie il maggior numero di volte il giro della terra in un secondo non è l'elettricità, è il dolore
Marcel Proust, da Albertine scomparsa
[...] Perché le avevo creduto? La menzogna è essenziale all'umanità. Vi svolge forse una funzione altrettanto importante quanto la ricerca del piacere, ed è peraltro comandata da quella ricerca. Si mente per proteggere il proprio piacere, o il proprio onore, se la divulgazione del piacere è contraria all'onore. [...]
e quelle attrattive che, per sedurmi, materializzavano così le parti nocive, pericolose, mortali di un essere, erano forse con quei segreti veleni in un rapporto di causa ed effetto più diretto di quanto non siano la rigogliosità seducente e la linfa avvelenata di certi fiori mortiferi...
M . Proust, da Albertine scomparsa
...il vero dolore non è presente allo spirito...
Il vero dolore che tiene sveglie le cose
è una piccola bruciatura infinita
negli occhi innocenti degli altri sistemi...
non è un uccello quello che esprime la torbida febbre
di laguna
né l'ansia d'assassinio che ci opprime continuamente
né il metallico rumore di suicidio che ci anima la mattina.
E' una capsula d'aria dove tutto ci fa male,
è una scala indefinibile dove le nuvole e le rose
dimenticano...
Federico Garcia Lorca, da Poeta a New York
CAVE CAVE DEUS VIDET
J. Bosch, I sette vizi capitali
I suoi occhi sono aperti sul mondo, le sue pupille scrutano ogni uomo.
...è soprattutto questo che mi piace e la maniera improvvisa con cui si getta avanti, come una scogliera contro il mare. Per ora suona solamente il jazz, non v'è melodia, solo note, una miriade di piccole scosse. Non hanno sosta, un ordine inflessibile le fa nascere e le distrugge, senza mai lasciar loro l'agio di riprendersi, di esistere per se stesse. Corrono, s'inseguono, passando mi colpiscono con un urto secco e s'annullano. Mi piacerebbe trattenerle, ma so che se riuscissi ad afferrarne una, tra le dita non mi resterebbe che un suono volgare e languido. Devo accettare la loro morte: devo perfino volerla. Conosco poche espressioni così aspre e più forti.
J.P.Sartre, da La Nausea
...Sono solo; la maggior parte delle persone sono rientrate a casa e leggono il giornale della sera ascoltando la radio...sono io che fendo la notte...ora è così vicino, questo faro bianco che esce dall'ombra, che ho quasi paura...s'è levato un vento piuttosto forte...il vento mi porta l'urlo di una sirena. Sono solissimo, ma procedo come una schiera di soldati che scende su una città...c'è una certa cosa che ha bisogno di me per nascere...Mi avvicino alle luci del caffè Mably. Sono disorientato, non so se entrerò...la cassiera è alla cassa...con un sorriso melanconico, simile all'odore di violetta che sprigionano i corpi in decomposizione...è...è lei che m'attendeva...tutto s'è fermato; la mia vita s'è arrestata: questo vetro, quest'aria greve, azzurra come l'acqua ed io stesso formiamo un tutto immobile e compatto: sono felice...
Forse questo sentimento d'avventura è la cosa cui tengo di più al mondo. Ma viene quando vuole e riparte prestissimo, e come mi sento inaridito quando se n'è andato! Che mi faccia queste brevi visite per mostrarmi che ho mancato la mia vita?
J. P. Sartre, da La Nausea
...davvero? Era questo che volevi? Ebbene, è precisamente questo che non hai mai avuto (ricordati: ingannavi te stesso con delle parole, tu chiamavi avventure falsi splendori di viaggio, amori di prostitute, risse, paccottiglie ) ed è questo che non avrai mai, né tu né alcun altro.
Ma perché? PERCHE'?
J.P.Sartre, da La Nausea