...Mi faceva sognare di mescolare alla mia carne una materia differente e calda, e al tempo stesso di congiungere in qualche punto al mio corpo disteso un corpo divergente, come quello di Eva si univa solo per i piedi al fianco di Adamo, al cui corpo è quasi perpendicolare in quei bassorilievi romanici della cattedrale di Balbec che raffigurano in modo così nobile e sereno, ancor quasi come un fregio antico, la creazione della donna...nel corso di quell'interminabile chiacchierio tacevo ad Albertine l'unica cosa alla quale pensassi...
Marcel Proust, da Alla ricerca del tempo perduto, I Guermantes
Rassomigli al puro
cielo di Grecia
in cui la terra si perde
sgomenta
Le pianure tremano piano
in lontananza
ricche d’acque e di luce
per la sete del viandante
E le cicale narrano alla sera
la loro malinconia
e ancora distese cobalto
trafitte da petali d'oro
dove corrono cavalle
rese folli dall'amore
E potrei paragonarti
a chiusi giardini
dove fanciulle
offrono alla Dea
cerfoglio e rose,
vani desideri
che si consumano
su gelidi altari
[maggio 2009]
Giorgio De Chirico, Ottobrata
Occupa l’autunno fra le stagioni un posto simile a quello
del tramonto nel viaggio solare: come il tramonto l’autunno,
il crepuscolo delle stagioni è denso di avventure e di
avvenire. Lunghe sono le ombre autunnali, obliqua la luce,
essa pure coricata cosí da prendere di fianco gli oggetti, al
fine di meglio penetrarli e saturarli di sé. Il che lascia
avvertire un commovente proposito, sia nelle creature sia
nelle cose, di premunirsi bene e di colmarsi di luce prima
di affrontare lo spento, il muto inverno. È l’autunno la piú
poetica delle stagioni perché protrae all’avvenire... perché
l’autunno, sebbene a noi sembra che sparisca e per intero
si spenga nel chiuso raccoglimento dell’inverno, virtualmente
continua o in oscuro prepara le nuove rinascite...
L’autunno è la stagione delle riconciliazioni. Ognuno di noi
che non sia bruto o un inguaribile cretino, sente rifiorire
in sé, col ritornare in esso, l’anima resipiscente del figliol
prodigo.
Alberto Savinio
[Tornare in quei luoghi solitari
e mai soli, perchè non vedere
non implica il non esser visti
G. De Chirico, da L'enigma dell'ora]
CAVE CAVE DEUS VIDET
J. Bosch, I sette vizi capitali
I suoi occhi sono aperti sul mondo, le sue pupille scrutano ogni uomo.
...è soprattutto questo che mi piace e la maniera improvvisa con cui si getta avanti, come una scogliera contro il mare. Per ora suona solamente il jazz, non v'è melodia, solo note, una miriade di piccole scosse. Non hanno sosta, un ordine inflessibile le fa nascere e le distrugge, senza mai lasciar loro l'agio di riprendersi, di esistere per se stesse. Corrono, s'inseguono, passando mi colpiscono con un urto secco e s'annullano. Mi piacerebbe trattenerle, ma so che se riuscissi ad afferrarne una, tra le dita non mi resterebbe che un suono volgare e languido. Devo accettare la loro morte: devo perfino volerla. Conosco poche espressioni così aspre e più forti.
J.P.Sartre, da La Nausea
...Sono solo; la maggior parte delle persone sono rientrate a casa e leggono il giornale della sera ascoltando la radio...sono io che fendo la notte...ora è così vicino, questo faro bianco che esce dall'ombra, che ho quasi paura...s'è levato un vento piuttosto forte...il vento mi porta l'urlo di una sirena. Sono solissimo, ma procedo come una schiera di soldati che scende su una città...c'è una certa cosa che ha bisogno di me per nascere...Mi avvicino alle luci del caffè Mably. Sono disorientato, non so se entrerò...la cassiera è alla cassa...con un sorriso melanconico, simile all'odore di violetta che sprigionano i corpi in decomposizione...è...è lei che m'attendeva...tutto s'è fermato; la mia vita s'è arrestata: questo vetro, quest'aria greve, azzurra come l'acqua ed io stesso formiamo un tutto immobile e compatto: sono felice...
Forse questo sentimento d'avventura è la cosa cui tengo di più al mondo. Ma viene quando vuole e riparte prestissimo, e come mi sento inaridito quando se n'è andato! Che mi faccia queste brevi visite per mostrarmi che ho mancato la mia vita?
J. P. Sartre, da La Nausea
...davvero? Era questo che volevi? Ebbene, è precisamente questo che non hai mai avuto (ricordati: ingannavi te stesso con delle parole, tu chiamavi avventure falsi splendori di viaggio, amori di prostitute, risse, paccottiglie ) ed è questo che non avrai mai, né tu né alcun altro.
Ma perché? PERCHE'?
J.P.Sartre, da La Nausea