giovedì, 09 luglio 2009

Sì, dev'essere qualcosa di simile al dolore che l'onda appassionata prova nell'infrangersi contro la dura e indifferente roccia di una scogliera. La miserabile algebra umana. Dà sempre lo stesso risultato. Immancabilmente. Niente equazioni indefinite, o soluzione diversa delle impossibili equazioni di campo. Mai un piccolo errore di calcolo, una follia improvvisa, uno scarto d'ali, una parola di vita che sfugga dalle righe perfettamente tracciate del registro contabile (copertina di plastica). Mai una singola lettera, un'impercettibile sbavatura di anima, che vada oltre quei maledetti margini - sbarre carcerarie - rossi del nostro sangue.

postato da: amaranta69 alle ore 13:17 | link | commenti
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martedì, 07 luglio 2009

Alle volte, per riuscire a giustificarlo, mi piace immaginare Dio come un amante appassionato e sfortunato, capace di un amore fedele, immutabile come roccia, forte, che non viene ricambiato dall'uomo. E solo per questo, per il dolore di essere immancabilmente respinto, come per un assurdo teorema, rimane lontano da lui, si cela nell'ombra, in silenzio. 

E tuttavia non può essere veramente assente, il suo amore non gli permette di distaccarsi da lui, e allora lo osserva da lontano, come fa una stella, la sua nostalgia ricerca il suo volto in quello di tutti gli uomini che incontra per strada, pronto a ritornare, in caso quegli cambiasse idea...mentre l'uomo, che non sa, ride cinicamente della caducità dell'amore, afferma che nulla esiste e ignora finanche la sua esistenza....

postato da: amaranta69 alle ore 17:36 | link | commenti (17)
categorie: ghiaccio e fuoco
martedì, 23 giugno 2009

La forza che compie il maggior numero di volte il giro della terra in un secondo non è l'elettricità, è il dolore

Marcel Proust, da Albertine scomparsa

postato da: amaranta69 alle ore 17:46 | link | commenti (6)
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domenica, 21 giugno 2009

INVERNO

postato da: amaranta69 alle ore 00:34 | link | commenti
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lunedì, 15 giugno 2009

[...] Perché le avevo creduto? La menzogna è essenziale all'umanità. Vi svolge forse una funzione altrettanto importante quanto la ricerca del piacere, ed è peraltro comandata da quella ricerca. Si mente per proteggere il proprio piacere, o il proprio onore, se la divulgazione del piacere è contraria all'onore. [...]

e quelle attrattive che, per sedurmi, materializzavano così le parti nocive, pericolose, mortali di un essere, erano forse con quei segreti veleni in un rapporto di causa ed effetto più diretto di quanto non siano la rigogliosità seducente e la linfa avvelenata di certi fiori mortiferi...

M . Proust, da Albertine scomparsa

postato da: amaranta69 alle ore 16:12 | link | commenti (1)
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lunedì, 19 gennaio 2009

...il vero dolore non è presente allo spirito...

Il vero dolore che tiene sveglie le cose

è una piccola bruciatura infinita

negli occhi innocenti degli altri sistemi...

non è un uccello quello che esprime la torbida febbre

di laguna

l'ansia d'assassinio che ci opprime continuamente

né il metallico rumore di suicidio che ci anima la mattina.

E' una capsula d'aria dove tutto ci fa male,

è una scala indefinibile dove le nuvole e le rose

dimenticano...

 

Federico Garcia Lorca, da Poeta a New York

postato da: amaranta69 alle ore 17:06 | link | commenti (12)
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giovedì, 08 gennaio 2009

 

             CAVE CAVE DEUS VIDET

 

              J. Bosch, I sette vizi capitali

I suoi occhi sono aperti sul mondo, le sue pupille scrutano ogni uomo.

postato da: amaranta69 alle ore 13:49 | link | commenti (1)
categorie: sisters&friends
sabato, 14 giugno 2008

...è soprattutto questo che mi piace e la maniera improvvisa con cui si getta avanti, come una scogliera contro il mare. Per ora suona solamente il jazz, non v'è melodia, solo note, una miriade di piccole scosse. Non hanno sosta, un ordine inflessibile le fa nascere e le distrugge, senza mai lasciar loro l'agio di riprendersi, di esistere per se stesse. Corrono, s'inseguono, passando mi colpiscono con un urto secco e s'annullano. Mi piacerebbe trattenerle, ma so che se riuscissi ad afferrarne una, tra le dita non mi resterebbe che un suono volgare e languido. Devo accettare la loro morte: devo perfino volerla. Conosco poche espressioni così aspre e più forti.

J.P.Sartre, da La Nausea

postato da: amaranta69 alle ore 18:44 | link | commenti (8)
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venerdì, 13 giugno 2008

Violetta di Parma

...Sono solo; la maggior parte delle persone sono rientrate a casa e leggono il giornale della sera ascoltando la radio...sono io che fendo la notte...ora è così vicino, questo faro bianco che esce dall'ombra, che ho quasi paura...s'è levato un vento piuttosto forte...il vento mi porta l'urlo di una sirena. Sono solissimo, ma procedo come una schiera di soldati che scende su una città...c'è una certa cosa che ha bisogno di me per nascere...Mi avvicino alle luci del caffè Mably. Sono disorientato, non so se entrerò...la cassiera è alla cassa...con un sorriso melanconico, simile all'odore di violetta che sprigionano i corpi in decomposizione...è...è lei che m'attendeva...tutto s'è fermato; la mia vita s'è arrestata: questo vetro, quest'aria greve, azzurra come l'acqua  ed io stesso formiamo un tutto immobile e compatto: sono felice...

Forse questo sentimento d'avventura è la cosa cui tengo di più al mondo. Ma viene quando vuole e riparte prestissimo, e come mi sento inaridito quando se n'è andato! Che mi faccia queste brevi visite per mostrarmi che ho mancato la mia vita?

J. P. Sartre, da La Nausea

postato da: amaranta69 alle ore 22:30 | link | commenti (1)
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mercoledì, 11 giugno 2008

...davvero? Era questo che volevi? Ebbene, è precisamente questo che non hai mai avuto (ricordati: ingannavi te stesso con delle parole, tu chiamavi avventure falsi splendori di viaggio, amori di prostitute, risse, paccottiglie ) ed è questo che non avrai mai, né tu né alcun altro.

Ma perché? PERCHE'?

J.P.Sartre, da La Nausea

postato da: amaranta69 alle ore 00:19 | link | commenti
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"stilla nel sonno dinanzi al cuore la pena memore del danno, e anche presso quelli che non vogliono giunge il momento di diventare saggi: dono violento degli Dèi che seggono al timone del mondo" Eschilo

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